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Alto Veld
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top
Lmwbq'mwbgAlto Veld (in mwbwinglese mwcaHighveld; in mwcqafrikaans mwcgHoëveld) è una parte dell'mwcwaltopiano interno del mwdaSudafrica, di altitudine grosso modo superiore ai 1500 m ma inferiore ai 2100; pertanto non rientrano entro i suoi confini le zone montuose del mwdqLesotho nel settore sud-orientale della regione. Esso ospita i più importanti terreni agricoli del paese, nonché la più alta concentrazione di aree metropolitane, tra cui la mwdgconurbazione del mwdwGauteng, dove vive un terzo della popolazione del Sudafrica. Costituisce un'mweaecoregione dell'mweqecozona afrotropicale appartenente al mwegbioma delle mwewpraterie e boscaglie montane, denominata mwfapraterie dell'Alto Veld (codice ecoregione: AT1009cite-ref-wwf-1-0[1]).
Contents
• Flora
• Fauna
• Note
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Geografia
L'Alto Veld comprende quasi interamente il territorio delle province dello mwhaStato Libero e del mwhqGauteng, ma anche parti più piccole delle aree circostanti: il margine occidentale del Lesotho e parti delle province del mwhgCapo Orientale, del mwhwCapo Settentrionale, del mwiaNordovest, del mwiqLimpopo e dello mwigMpumalangacite-ref-2[2]. La parte più elevata dell'Alto Veld, 2100 m circa, corrisponde al suo confine nord-orientale ben definito, dove la scarpata dell'altopiano (i mwjwDrakensberg dello Mpumalanga) lo separa dal mwkaBasso Veld dello Mpumalanga (regione in cui si trova, tra l'altro, il mwkqparco nazionale Kruger)cite-ref-3[3]. Un altro confine ben definito è quello settentrionale, dove i mwlgMagaliesberg separano l'Alto Veld dal Bushveld. La prosecuzione della mwlwGrande Scarpata a sud separa l'Alto Veld dal KwaZulu-Natalcite-ref-atlas-4-0[4]. Il settore sud-orientale della Grande Scarpata (vale a dire la parte dove essa assume il nome di mwnaDrakensberg) si eleva oltre i 3000 m e forma il confine tra mwnqKwaZulu-Natal e Lesotho. Quest'ultima regione montuosa, tuttavia, non viene generalmente considerata parte dell'Alto Veld, il cui confine in questa parte del paese corre proprio lungo il confine tra Lesotho e Stato Libero, a circa 2000 m. Semplificando, possiamo affermare che l'Alto Veld è delimitato dal mwngGrande Karoo a sud, dal deserto del mwnwKalahari ad ovest, dal mwoaBushveld a nord, dal Basso Veld dello Mpumalanga a nord-est, dal KwaZulu-Natal ad est e dall'mwoqaltopiano, o monti, del Lesotho a sud-estcite-ref-atlas-4-1[4]. L'Alto Veld copre un'area di quasi 400.000mwpg km², grosso modo il 30% della superficie del Sudafrica.
Il territorio dell'Alto Veld è generalmente privo di montagne, in quanto costituito da pianure ondulate, specialmente nello Stato Libero, talvolta interrotte da creste rocciose come il mwqaWitwatersrand, il mwqqMagaliesberg e il mwqgVredefort Dome. Il fiume mwqwVaal e i suoi affluenti formano il principale sistema fluviale dell'Alto Veld; inoltre, alcuni affluenti dell'mwraOrange bagnano le sue regioni più meridionali.
Nell'Alto Veld la mwrgstagione delle piogge si verifica in estate, con forti temporali pomeridiani che si verificano in genere a novembre, dicembre e gennaio. In inverno hanno luogo gelate notturne.
Flora
La vegetazione dominante è costituita da mwsqgraminacee, ma sono ben rappresentate anche mwsggeofite e altre mwswerbacee. Tra le specie di graminacee dominanti figurano mwtamwtqHyparrhenia hirta e mwtgSporobolus pyramidalis, mentre tra le specie non erbacee ricordiamo mwuaAcacia sieberiana, mwugRhus rehmanniana, mwvaWalafrida densiflora, mwvgSpermacoce natalensis, mwwaKohautia cynanchica e mwwgPhyllanthus glaucophyllus.
Le precipitazioni relativamente frequenti, con valori annui medi compresi tra 400 e 900mwxq mm, sostentano il manto erboso durante i mesi estivi. Gli incendi, le gelate e la pesante azione degli erbivori - in passato animali selvatici, oggi bovini e ovini - riducono al minimo la presenza di alberi e mwxgarbusti. Le temperature massime medie oscillano tra 21 e 24mwxw °C, quelle minime tra 3 e 6mwya °C, con picchi massimi di 38mwyq °C in estate e minimi di -11mwyg °C in inverno. Dal momento che le piogge estive non sono distribuite uniformemente in tutta la regione, possiamo riscontrare al suo interno tipi di mwywhabitat diversi. Le differenze tra i vari tipi di mwzahabitat sono ulteriormente accentuate dalle caratteristiche variabili del suolo della regione. Nella maggior parte dell'area dominano le mwzqarenarie e gli mwzgscisti della sequenza del mwzwKaroo. Suoli di sabbia color rosso scuro prevalgono verso le regioni nord-orientali più fresche e umide, dove si accentua la transizione verso litosuoli più superficiali.
C'è un certo dissenso tra gli studiosi sul numero dei tipi di mwaqhabitat presenti nell'Alto Veld. Alcuni autori preferiscono una suddivisione dettagliata in più ambienti, mentre altri sostengono il loro accorpamento. Il WWF prevede la suddivisione in tre mwaghabitat diversi: la zona di transizione Kalahari/Karoo-Alto Veld, le praterie dolci e le praterie acide. Nella metà occidentale dell'ecoregione, si verifica una transizione graduale dalla zona di transizione Karoo/Kalahari-Alto Veld agli mwawhabitat delle praterie dell'Alto Veld. Nella zona di transizione crescono arbusti e alberi, anche se le graminacee continuano a dominare. Questo ecotono confina con le praterie dolci, che si incontrano prevalentemente nelle aree dove le piogge sono più scarse. Esse hanno un basso contenuto di fibre e trattengono i nutrienti nelle foglie durante l'inverno. Al contrario, le specie che vivono nelle praterie acide sono basse e fitte, hanno un alto contenuto di fibre e d'inverno trattengono i nutrienti nelle radici, caratteristica che le rende in gran parte sgradevoli agli erbivoricite-ref-wwf-1-1[1].
Fauna
Sebbeno oggi siano altamente frammentate, l'Alto Veld presenta le più grandi distese erbose rimaste nell'Africa australe. Le analisi delle spore di polline provenienti dal settore della Grande Scarpata corrispondente alla catena dei Winterberg suggeriscono che le graminacee hanno dominato la comunità vegetale nella regione almeno dall'Olocene inferiore. A seconda delle epoche, i tipi di prateria dell'Alto Veld si sono poi espansi o contratti in risposta ai cambiamenti climatici. Durante il Quaternario, le aree occupate dalla prateria si espansero in risposta agli eventi glaciali nel nord. I cambiamenti climatici globali potrebbero nuovamente alterare la natura ecotonale delle praterie della zona di transizione Karoo/Kalahari-Alto Veld nell'estremità occidentale dell'ecoregione, in quanto le specie maggiormente adattate all'aridità del Karoo e del Kalahari invaderebbero la zona occupata dalle praterie dolci. Nonostante la natura ormai molto degradata dell'Alto Veld, questa ecoregione costituisce l'ultima roccaforte rimasta per alcune specie di prateria che hanno sofferto la notevole riduzione di questo tipo di bioma, come la gru del paradiso (mwcgmwcwGrus paradisea).
L'ecoregione è relativamente ricca di avifauna. Tuttavia, tra le specie presenti solo una è endemica, l'allodola di Botha (mwdqSpizocorys fringillaris), propria delle aree fortemente pascolate, e sei quasi endemiche, il rallo alibianche (mwdwmweaSarothrura ayresi), l'otarda blu (mweqmwegEupodotis caerulescens), l'allodola di Rudd (mwewHeteromirafra ruddi), l'allodola melodiosa (mwfqMirafra cheniana), la monachella striecamoscio (mwfwCampicoloides bifasciatus) e la pispola pettogiallo (mwgqHemimacronyx chloris).
Anche i mammiferi sono ben rappresentati, sebbene nessuna specie sia endemica e solo una, la talpa dorata ispida (mwhamwhqChrysospalax villosus), quasi endemica. L'ecoregione ospita anche popolazioni di alcuni grandi mammiferi, alcuni dei quali rari nell'Africa australe. Tra questi figurano la iena bruna (mwhgmwhwParahyaena brunnea), la civetta africana (mwiamwiqCivettictis civetta), il leopardo (mwigmwiwPanthera pardus), l'antilope nera (mwjamwjqHippotragus niger), il pangolino di Temminck (mwjgmwjwSmutsia temminckii), il ratele o tasso del miele (mwkamwkqMellivora capensis), la zorilla nucabianca (mwkgmwkwPoecilogale albinucha), il protele (mwlamwlqProteles cristata), l'oribi (mwlgmwlwOurebia ourebi) e la zebra di montagna di Hartmann (mwmamwmqEquus zebra hartmannae). In passato erano presenti anche altri grandi mammiferi, tra cui lo gnu dalla coda bianca (mwmgmwmwConnochaetes gnou) e il rinoceronte bianco (mwnamwnqCeratotherium simum), ma sono stati sterminati dai primi coloni.
Nell'ecoregione si trovano relativamente poche specie di rettili, principalmente a causa del clima fresco. Tuttavia, vivono qui alcuni dei rettili più caratteristici dell'Africa, come il coccodrillo del Nilo (mwnwmwoaCrocodylus niloticus), il pitone del Natal (mwoqmwogPython natalensis), il varano del Nilo (mwowmwpaVaranus niloticus) e il varano delle rocce (mwpqmwpgVaranus albigularis). Vi è anche una specie endemica: il cordilo gigante (mwpwmwqaSmaug giganteus). Altre specie quasi endemiche sono il geco delle rocce dei Drakensberg (mwqqAfroedura nivaria) e il gerrosauro di Breyer (mwqwTetradactylus breyeri). Nell'ecoregione vivono ventinove specie di anfibi, nessuna delle quali endemicacite-ref-wwf-1-2[1].
Popolazione
Nell'Alto Veld si trovano importanti città come mwswJohannesburg, mwtaPretoria, mwtqBloemfontein, mwtgVereeniging, mwtwWelkom e mwuaCarletonville. Al confine tra l'Alto Veld e il Kalahari sud-orientale sorge la città mineraria di mwuqKimberley, capitale del diamante.
Circa metà dell'mwuworo presente al mondo è stato estratto nell'Alto Veld dopo il 1880. I depositi più grandi sono situati nel Witwatersrand, la regione attorno a Johannesburg, ma vi sono depositi più piccoli anche nella parte settentrionale dello Stato Libero, vicino a Welkom e Virginia. Il sottosuolo dell'Alto Veld è inoltre straordinariamente ricco di mwvadiamanti, mwvqcarbone, mwvgvanadio e mwvwmanganese.
La regione è fortemente inquinata, soprattutto a causa della presenza delle mwwqcentrali a carbone che producono mwwgossido di azoto e mwwwanidride solforosacite-ref-5[5]cite-ref-6[6].
Il mwzqsettore primario è generalmente dominato dalla produzione di mwzgcereali e dall'allevamento di mwzwbovini da carne; particolarmente coltivati sono il mw0amais, il mw0qgrano, il mw0gsorgo, gli mw0wagrumi, la lenticchia di terra, il mw1qgirasole e le mw1gverdure, soprattutto nelle aree irrigate e nei terreni agricoli vicini alle aree urbane. Il substrato di torba della mw1wprateria funge da filtro naturale, rendendo pulita l'acqua estratta in superficie.
Conservazione
Come molte altre zone di prateria nel resto del mondo, l'Alto Veld è un eccellente terreno agricolo e la maggior parte dell'area è stata convertita all'agricoltura. Le zone di vegetazione spontanea rimaste allo stato originario sono oggi protette all'interno di varie riserve naturali, che, pur ricoprendo solo una piccola parte dell'Alto Veld, costituiscono tuttavia le più vaste distese di prateria rimaste nel Sudafrica. Tra le aree protette ricordiamo la riserva naturale di Suikerbosrand, la riserva naturale di Verloren Valei, la riserva naturale di Nooitgedacht Dam, la riserva naturale di Bronkhorstspruit Dam, la riserva naturale di Vaal Dam, la riserva naturale di Koppies Dam e la riserva di caccia Willem Pretoriuscite-ref-wwf-1-3[1].
Note
cite-note-wwf-11. ↑ mw8q(mw8gmw8wEN) mw9amw9qHighveld grasslands, in mw9gTerrestrial Ecoregions, World Wildlife Fund.
cite-note-22. ↑ Encyclopædia Britannica; Macropaedia Vol 17, p. 66. (1974) Helen Hemingway Bento Publishers, Chicago.
cite-note-33. ↑ Dictionary of South African English (1993) Oxford University Press, Cape Town
cite-note-atlas-44. ↑ Atlas of Southern Africa p. 13 (1984) Readers Digest & the Directorate of Surveys and Mapping
cite-note-55. ↑ mwaqu(mwaqymwaqcFR) mwaqgmwaqkDans l'Afrique du Sud charbonnière, la population est prisonnière d'une pollution mortelle, in mwaqoLe Monde, 26 giugno 2019. mwaqsURL consultato il 26 giugno 2019.
cite-note-66. ↑ mwaq8mwaramwarePollution and smog plague lives on South Africa's Highveld, su mwariThe South African. mwarmURL consultato il 29 giugno 2019 mwarq(archiviato dall'mwaruurl originale il 25 novembre 2023).
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